11 Maggio 2021
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UNDER 13 UISP 24/11/2012: BLU VOLLEY QUARRATA - VARLUNGO VOLLEY 3 - 0

26-11-2012 11:22 - UNDER 14 SANCAT-RINASCITA
Raccontare la partita di sabato a Quarrata è allo stesso tempo estremamente semplice ma anche molto difficile.

Estremamente semplice per la velocità con la quale la nostra squadra ha maturato il peggiore passivo di sempre (4-25; 6-25; 6-25), per la semplicità con la quale la pratica Varlungo è stata archiviata dalla squadra di Quarrata, per il nulla messo in campo dalle nostre ragazze.

Abbiamo perso da una buona squadra ben impostata che ha giocato un discreto volley, solo discreto perchè il confronto col Varlungo non c´è stato, non abbiamo nemmeno dato modo all´avversario di mostrare quello che sapeva fare, ci siamo arresi prima di scendere in campo.

Estremamente difficile perchè rivivere l´incubo, il film dell´orrore, lo scempio al quale abbiamo dovuto assistere noi e un´attonita coach provoca un marcato malessere fisico.

Non ha molto senso parlare di cronaca, leggendo i passivi se ne può intuire il perchè, di fronte a noi una buona squadra che, nel primo set, si è vista servire su un piatto d´argento i seguenti parziali: 2-10; 4-15, poi basta! Nemmeno un punto, il set chiuso con un mortificante 4-25.

Non molto diversi i due set successivi, nel terzo siamo andati al cambio campo sotto di 1 a 13 (!)

Nel corso della partita l´incredula coach Linda ha provato prima con il t.o. poi con i cambi, poi con una seduta di psicoterapia fra il primo e secondo set, lei, con noi, ad attendere la svolta, il cambio di passo mai arrivato, le nostre ragazze, con una costanza degna dei monaci Shaolin, continuavano a sfoderare tutto il peggio del repertorio: zero in ricezione, zero in attacco, zero in battuta ma soprattutto zero rabbia agonistica, nessuna reazione, la torcida e la coach seguivano la partita con lo stesso entusiasmo col quale si può attendere una conferenza stampa della Fornero.

Nessuna reazione, come la nostra coach a fine partita, l´abbiamo dovuta raccattare (col cucchiaino), almeno ciò che ne restava, probabilmente solo l´involucro, caricarla in macchina in un mutismo rassegnato, non ha proferito una parola fino a Firenze.

La torcida ha salutato la Fornero, ha raccattato il pallottoliere e mestamente ha fatto rientro a casa.

Dopo aver visto l´involuzione delle ragazze, le stesse che in ogni allenamento mettono in campo impegno e applicazione che si traducono in una inevitabile crescita di settimana in settimana, dopo averle viste dilapidare sul campo il piccolo ma promettente patrimonio tecnico fin qui accumulato senza un moto di orgoglio, senza un sussulto, le strade per la tristissima torcida e per la coach distrutta possono essere due: una cura allucinogena (quella che pensavamo di aver subito mentre assistevamo al match) o una ricostruzione psicologica quella a cui sicuramente dovrà ricorrere la coach, anzi cogliamo l´occasione per lanciare un appello: se fra chi ci legge ci fosse un bravo psicoterapeuta dopo aver soccorso la coach potrebbe proporsi come motivatore, il lavoro non gli mancherebbe.

Difficile spiegare la prestazione di sabato, ci auguriamo solo, per la nostra integrità, di non dover più assistere, da parte delle nostre ragazze, ad atteggiamenti così rinunciatari.


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